Il sistema economico capitalistico ha permesso, insieme al progresso
culturale e scientifico, il miglioramento della qualità della vita per
tutti, o quasi. La pressione sociale al guadagno ha infatti un impatto
negativo, soprattutto per alcuni individui.
La società
maschilista per esempio ha finora considerato il valore dell'uomo in
funzione del suo successo economico (escludendo la donna da ruoli di
influenza e sminuendone così il valore sociale), generando quindi ansia
da competizione. Il guadagno in sé diventa così un traguardo, e non un
mezzo.
Un nuovo studio¹ ha confermato che considerare il proprio
valore personale in base al guadagno compromette l'autostima.
Focalizzarsi solo sul lavoro infatti porta a trascurare rapporti sociali
e famigliari. Inoltre, la pressione al guadagno, essendo esterna, viene
vissuta come un obbligo che getta nello sconforto.
Per ottenere
una sana gratificazione dal guadagno è dunque importante: visualizzare
lo scopo personale per tale guadagno, lavorare in un ambito in cui ci si
può sentire competenti, padroni di sé, autonomi rispetto alle scelte, e
costruire e mantenere reti sociali significative (e non solo
strumentali).
Fonti:
📄 ¹ Ward, D. E., Park, L. E.,
Naragon-Gainey, K., Whillans, A. V., & Jung, H. Y. (2020). Can’t Buy
Me Love (or Friendship): Social Consequences of Financially Contingent
Self-Worth. Personality and Social Psychology Bulletin,
0146167220910872.
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Gratificarsi guadagnando: quali rischi si corrono?
Ripartire e affrontare la crisi
Ripartire dopo l'emergenza, affrontare la crisi. Vediamo alcuni errori
che è probabile commettere e che possono ostacolare le nostre capacità
di problem solving, in questa situazione difficile, per alcuni
drammatica, che non si limita al post lockdown, ma che verosimilmente si
protrarrà per i mesi a venire.
Il lavoro precario può cambiare la personalità?
Si è visto che in persone che affrontano condizioni di lavoro precarie, o che rischiano di poter perdere il lavoro, sul lungo termine, si modifichino dei tratti di personalità.
I tratti in questione, riferiti al test di personalità Big Five, sarebbero: stabilità emotiva, amicalità, e coscienziosità.
Ciò suggerirebbe che in condizioni difficili e prolungate le persone perdano di motivazione, piuttosto che impegnarsi duramente per non perdere il lavoro.
Ridurrebbero infatti l’impegno e rinuncerebbero a creare rapporti positivi con i colleghi, e ciò a sua volta può peggiorare la produttività sul lungo termine. Purtroppo la precarietà lavorativa è alta e si protrae da tempo in Italia ma anche in altri paesi (inclusa l’Australia, in cui è stato effettuato lo studio).
Questi dati devono far riflettere. Per la collettività, affinché la filosofia perversa del consumismo spietato e della produttività ossessiva venga rivoluzionata da una più sana. E per il singolo, affinché metta sul piatto della bilancia il rapporto salute e denaro: il lavoro è importante, ma nel momento in cui domina la nostra intera esistenza togliendoci la serenità e cambiando l’ordine delle nostre priorità, allora è un campanello d’allarme. È bene a quel punto cercare di fare chiarezza, così da non lasciare che gli eventi esterni, per quanto difficili, ci privino dei valori in cui crediamo e della serenità.
Fonti:
- Wu, C. H., Wang, Y., Parker, S. K., & Griffin, M. A. (2020). Effects of chronic job insecurity on Big Five personality change. Journal of Applied Psychology.
L'importanza di dare un senso al proprio lavoro
Il tuo lavoro ha un senso e uno scopo? Per molti, purtroppo, no.
Un report¹ della società BetterUp mostra i risultati di una serie di sondaggi (rivolti a 2.285 professionisti di 26 aziende) al fine di analizzare e quantificare il valore che dovrebbe avere un lavoro significativo per la persona.
Ecco alcuni punti interessanti emersi dai risultati:
• Gli impiegati sostengono che il proprio lavoro abbia un senso solo al 50%.
• Chi dà maggior valore al significato del proprio lavoro ricopre ruoli superiori, che richiedono più abilità.
• Chi sente il proprio lavoro come significativo lavora più a lungo e si assenta di meno.
• Il senso al lavoro e il supporto sociale nel posto di lavoro sono due aspetti strettamente connessi.
• 9 impiegati su 10 sono disposti a cedere quasi ¼ dello stipendio in cambio di un maggior senso al proprio lavoro.
• Aumenti e promozioni sono più comuni per gli impiegati che trovano un senso nel loro lavoro.
Dai dati emerge chiaramente come il lavoro sia connesso strettamente alla psiche dell’individuo: la motivazione, la passione e la gratificazione derivante da quello che fa, in vista di uno scopo, di un significato, massimizzano i risultati e migliorano la qualità stessa della vita. Appare inoltre fondamentale la cooperazione, il supporto sociale. Così come nella vita quotidiana rappresenta un fattore di protezione dai disagi psicologici, anche sul posto di lavoro si conferma come elemento chiave per la serenità psicologica e, di conseguenza, per lavorativa.
Fonti: ¹ https://www.betterup.co/resources/whitepapers/meaning-and-purpose-report/
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