I videogiochi violenti multiplayer, nello specifico Fortnite, potrebbero
favorire la cooperazione e l'aiuto piuttosto che la violenza.
Uno
studio è giunto a tali conclusioni confrontando il comportamento di 845
studenti delle elementari in seguito a sessioni di Fortnite o Pinball.
📊
L'esperimento prevedeva una condizione in cui si chiedeva quanto
volessero spendere, del premio in denaro, in beneficenza, e un'altra in
cui lo sperimentatore chiedeva al soggetto se volesse trattenersi per
aiutarlo negli esperimenti, e per quanto tempo.
Il gruppo che
aveva giocato al gioco violento Fortnite tendeva a mostrare con più
probabilità comportamenti prosociali rispetto a chi aveva giocato al
gioco neutro Pinball, donando più soldi o prestando più aiuto agli
sperimentatori.
I ricercatori ipotizzano che, oltre al ruolo
cooperativo del gioco, ciò possa essere dovuto alle emozioni positive
indotte dal godimento del gioco in sé, sebbene violento.
Ho parlato dell'influenza dei media violenti sul comportamento nella rivista Psicopuglia n°22 (link in bio su linktree).
Fonte:
📄
Shoshani, A., & Krauskopf, M. (2021). The Fortnite social paradox:
The effects of violent-cooperative multi-player video games on
children's basic psychological needs and prosocial behavior. Computers
in human behavior, 116, 106641.
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Fortnite favorisce comportamenti prosociali
I giochi da tavolo migliorano le abilità cognitive in vecchiaia
Ricordate quando i genitori tendevano a fare la paternale se si passava molto tempo a giocare? 🎮 🎲 A quanto pare avevano torto (che sorpresa!)
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La stimolazione data da sfide intellettuali, come quelle degli scacchi, dei giochi enigmistici, o dei videogame, si è scoperto essere una vera e propria palestra per il cervello. Nel tempo, infatti, gli studi ne hanno rilevato gli effetti benefici. Un recente studio¹ ha rilevato come tale effetto benefico perduri nel tempo: a 70 anni, chi ha giocato con maggior frequenza a giochi analogici (da tavolo) ha un miglioramento nelle prestazioni cognitive, e una riduzione del decadimento cognitivo che accompagna l’invecchiamento.
Giocare a più giochi è risultato associato a un minore declino cognitivo dai 70 ai 79 anni, soprattutto rispetto alle abilità di memoria. Un aumento nel gioco, tra i 70 e i 76 anni, è risultato invece associato a una minor perdita di velocità cognitiva, laddove l’anzianità porta di solito a rallentamenti. Non male, per dei “semplici” giochi, no?
Pic credits: @dott_meeple_and_miss_hyde
Fonti:
¹ Altschul, D. M., & Deary, I. J. (2019). Playing analog games is associated with reduced declines in cognitive function: a 68 year longitudinal cohort study. The Journals of Gerontology: Series B. [link all'articolo in full access]
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