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Una sola sessione online di meditazione attenua ansia e stress





 

Da marzo ad agosto 2020, un gruppo di ricerca ha offerto delle sessioni online di meditazione guidata di tipo mindfulness, via video, e ha indagato i sintomi dei soggetti, prima e dopo la sessione, di emicrania, ansia, paura e stress, connessi con la pandemia appena scoppiata.

🌡️ Si è osservata un'immediata riduzione, sebbene temporanea, dei sintomi acuti di stress, ansia e paura, con una sola sessione di mindfulness.
I soggetti non avevano alcuna precedente conoscenza di meditazione; il 65% ha voluto approfondirla in seguito al test, il 74% ha affermato di raccomandarla a famiglia/amici.

🧘 La meditazione non può essere sostitutiva di una terapia, ma è comunque fondamentale per il benessere psicologico, e può essere intesa come un "allenamento" da praticare ogni giorno per coltivare la consapevolezza e prevenire processi mentali patologici, come il rimuginio ansioso o depressivo.

➡️ Ho trattato la meditazione in diversi post; vedi il post "3 tecniche anti-ansia", in cui è descritta una tecnica basata sulla meditazione.

Fonte:
📄 Farris, S. R., Grazzi, L., Holley, M., Dorsett, A., Xing, K., Pierce, C. R., ... & Wells, R. E. (2021). Online Mindfulness May Target Psychological Distress and Mental Health during COVID-19. Global Advances in Health and Medicine, 10, 21649561211002461.

Il cervello si adatta alla solitudine



 

Starsene in solitudine spesso porta le persone a meditare su di sé, sugli altri, sul passato e il futuro. Negli ultimi anni, queste riflessioni sono risultate associate a un network cerebrale specifico, definito Default Mode Network, costituito da diverse aree cerebrali anche lontane tra loro. La modulazione di questa rete è osservabile in seguito alla psicoterapia, durante la meditazione, con farmaci antidepressivi, o con sostanze psichedeliche.

Uno studio ha confrontato degli scan cerebrali di un database britannico, e ha rilevato dei cambiamenti specifici nel cervello delle persone che riferivano di essere sole, come un maggior volume di materia grigia nel network e una migliore connettività.

È quasi come se il cervello si adattasse alla solitudine e ricreasse nella mente un mondo sociale (fatto di emozioni, dialoghi, episodi, ecc.), attività che rinforza le relative aree cerebrali.
⚠️ In ogni caso, la solitudine, soprattutto l'assenza di contatti e di supporto sociale, può costituire un serio fattore di rischio di depressione. In assenza di persone significative, la terapia e il sostegno psicologico possono aiutare a prevenire lo sviluppo di disturbi, ma è comunque importante creare e poter contare su una rete sociale di riferimento.


Fonte:
📄 ¹ Spreng, R.N., Dimas, E., Mwilambwe-Tshilobo, L. et al. (2020) The default network of the human brain is associated with perceived social isolation. Nat Commun 11, 6393